Manager del trimestre novembre 2025/gennaio 2026 – Salute e Scienze della vita

Marcello Cattani (Farmindustria): 78,2 pt
Cattani domina il settore con un trimestre di advocacy efficace: competitività del sistema Italia, export farmaceutico e capacità di portare temi complessi fuori dal recinto degli addetti ai lavori. Tra le evidenze positive, la copertura su specializzati (+15%) premia chiarezza, toni misurati e postura da ponte tra industria e Paese.Numerosi i temi affrontati, dall’antibioticoresistenza alla ricerca, dalle strategie Ue ai numeri record della farmaceutica. Le evidenze negative sono poche e interessano più che altro prese di posizione contro le politiche istituzionali: la critica tipica, quando arriva, riguarda prezzi, accesso o rapporti con le istituzioni, ma nel trimestre non diventa dominante. Il saldo è alto perché la narrativa è coerente e “di servizio”, non corporativa. Come ha ricordato infatti nel punto stampa di fine anno con i giornalisti a Roma: “La farmaceutica riesce a navigare l’incertezza globale come nessun altro.  Ci vogliono regole flessibili e velocità, perché il mondo non aspetta nessuno. Trump cambia le regole e l’Europa deve riuscire a essere autonoma non solo in ricerca e sviluppo, ma anche nella produzione”.

Il Board riconosce a Cattani “advocacy efficace, postura istituzionale equilibrata e capacità di portare temi tecnici (export, autonomia europea, ricerca) nel dibattito pubblico con toni misurati“.

Sergio Dompé (Dompé Farmaceutici): 76,2 pt

Nel trimestre novembre 2025–gennaio 2026, Sergio Dompé (Dompé Farmaceutici) consolida un profilo reputazionale trainato da due driver “puliti” e ad alta densità di credibilità: ricerca e formazione. Tra le evidenze positive, pesa innanzitutto l’annuncio della Fondazione Dompé di un pacchetto di borse di studio 2025/26 (impegno complessivo oltre 2,6 milioni, 56 borse, investimenti cumulati dichiarati dal 2020), che rafforza una narrativa di responsabilità verso i talenti e di “ecosistema” più che di singola azienda; è un tipo di copertura che tende a generare bonus perché rende misurabile l’impatto e lo lega a università e percorsi di eccellenza. In parallelo, sul versante industriale-scientifico, l’attenzione si concentra sulle notizie di sviluppo clinico: la comunicazione sul passaggio a milestone operative (dosi ai primi pazienti in Europa e negli Stati Uniti in uno studio di fase avanzata) sostiene l’immagine di un gruppo che porta la ricerca “in corsia” e non si limita a dichiararla. Il profilo risulta poco esposto a crisi dirette; il rischio reputazionale è piuttosto “di contesto” (pressione su prezzi, accesso, geopolitica delle filiere), che può sporcare il sentiment anche dei campioni nazionali quando l’agenda pubblica si irrigidisce. In sintesi: un trimestre in cui Dompé capitalizza credibilità internazionale + investimento sulle nuove generazioni, con una reputazione che cresce quando resta ancorata a numeri, programmi e traguardi verificabili (ed è proprio lì che, di solito, l’algoritmo premia).

Lucia Aleotti (Menarini): 68,5 pt

Aleotti tiene un trimestre solido su internazionalizzazione e difesa dell’industria italiana nel mondo, con una narrativa che alterna impresa, ricerca e posizionamento Paese. Tra le evidenze positive, la stampa valorizza stabilità, proiezione estera e capacità di presidiare mercati e filiere, con un tono istituzionale che riduce il rischio di malus: pesano, in particolare, il riconoscimento EY che rafforza framing di visione di lungo periodo e investimento in innovazione “per i pazienti”. Nel perimetro reputazionale più “valoriale”, il dossier Fair Play Menarini (Collare d’Oro del CONI) consolida un’immagine di responsabilità e credibilità pubblica.

Menzioni speciali

Marco Centenari (IRCCS Ospedale San Raffaele): 52,4 pt

Assume la guida del San Raffaele in un momento di cruciale transizione, ereditando una situazione gestionale complessa che ha pesato significativamente sulla reputazione del brand nel trimestre novembre 2025 – gennaio 2026. L’avvicendamento con Francesco Galli viene letto dal mercato e dai media come una manovra di “discontinuità strategica”, resasi necessaria per arginare le polemiche legate alla qualità dei servizi assistenziali. Il punteggio risente della forte onda d’urto mediatica generata dal cosiddetto “caos infermieri“, che ha sollevato dubbi sulla preparazione e sul reclutamento del personale in un momento di massima pressione per la struttura. Il “pasticcio” ha attivato malus profondi, spostando la narrazione dall’eccellenza clinica alle criticità operative interne. Tuttavia, l’insediamento di Centenari ha generato i primi segnali di ripresa: la stampa ha accolto positivamente l’intenzione di ristabilire il dialogo sindacale e di potenziare i protocolli di selezione, interpretando la sua nomina come una mossa pragmatica per riportare stabilità e fiducia in uno degli asset sanitari più importanti del Paese. Si legga, tra gli altri il Corriere della Sera.

Giovanni Migliore (Fiaso/Ministero della Salute): 61 pt.

La spinta principale arriva dal salto istituzionale: la sua nomina a Direttore generale della Comunicazione del Ministero della Salute viene raccontata come passaggio “di peso” e chiusura dell’iter, con copertura che tende al neutro-positivo su testate di settore. In parallelo, il profilo resta leggibile come manager di sistema (da presidente FIASO). Il freno, però, è nel frame polemico sulla nomina: alcune uscite spostano l’attenzione dal merito (comunicazione pubblica, prevenzione, governance) al dibattito politico-giudiziario e alle “contestazioni” attorno al profilo, generando malus perché cambiano la cornice da “istituzione” a “controversia”.

Nicoletta Luppi (Msd Italia): 66 pt:

Per l’ad di Msd Italia la reputazione si costruisce soprattutto su un’advocacy credibile (prevenzione e accesso all’innovazione) e su una presenza mediatica “di qualità” che riesce a tradurre dossier complessi in messaggi comprensibili anche fuori dal perimetro pharma. Tra le evidenze positive, spiccano l’iniziativa culturale e di sensibilizzazione sul tumore al seno promossa da MSD e raccontata da testate di settore (ottimo mix tra salute pubblica e posizionamento valoriale). Si aggiunge poi il filone più “istituzionale” di fine gennaio: interviste e interventi in cui Luppi parla di prevenzione come di un investimento e insiste su tempi/regole per rendere l’innovazione realmente accessibile, con toni misurati e centrati su risultati (coverage tipicamente favorevole perché orientata a soluzioni). Nel trimestre non emergono attacchi diretti e strutturati alla figura: l’unica frizione ricorrente è “di contesto”, relativa cioè al dibattito su burocrazia e meccanismi di spesa (payback/tempi di accesso) che può produrre titoli più polemici sul sistema, ma che in questo caso tende a rafforzare il profilo come voce autorevole, più che generare malus personali.

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