
Lucia Aleotti (Menarini): 82,4 pt ↑
Aleotti guida il settore grazie a un posizionamento che unisce risultati aziendali, politica farmaceutica e competitività europea. Nell’intervista al Corriere della Sera dedicata ai 140 anni di Menarini, ha collegato la crescita del gruppo alla necessità di ridurre la complessità normativa e trattenere investimenti e capitali in Europa. In un confronto con Il Sole 24 Ore, ha inoltre sviluppato il tema della competitività dell’industria farmaceutica e della capacità dell’Italia di sostenere ricerca e innovazione. La varietà delle evidenze e la capacità di intervenire oltre il perimetro aziendale giustificano la leadership del comparto.
Marcello Cattani (Sanofi e Farmindustria): 74,9 pt ↑

La conferma alla presidenza consolida la rappresentatività di Cattani e il riconoscimento ottenuto all’interno dell’industria farmaceutica. Le aspettative sul suo terzo mandato sono alte e insistono sulle priorità dell’innovazione, degli investimenti e della competitività. Le testate di settore hanno invece evidenziato il record dell’export e le quattro richieste avanzate dal settore. La reputazione cresce per la continuità della presenza, l’ampiezza dei temi affrontati e la capacità di rappresentare il comparto nei rapporti con le istituzioni, pur rimanendo prevalentemente legata alla funzione associativa.
Diana Bracco (Gruppo Bracco): 74,1 punti ↑

Bracco consolida una reputazione costruita all’incrocio tra industria, ricerca, innovazione e responsabilità sociale. Nell’intervista a Economy ha richiamato la necessità di ridurre burocrazia e vincoli, sostenere la competitività delle imprese e costruire un progetto nazionale capace di valorizzare ricerca e capacità produttiva. A questa dimensione industriale si affianca l’impegno sui temi della formazione e del capitale umano: attraverso le iniziative del Gruppo e della Fondazione Bracco, il suo intervento pubblico insiste sulla valorizzazione dei giovani, sull’attrazione dei talenti e sulla crescita della leadership femminile. Ne emerge un profilo autorevole e riconoscibile, capace di collegare la competitività del sistema produttivo alla responsabilità sociale e alla diffusione della cultura scientifica.
Da menzionare
Nicoletta Luppi (MSD Italia): 72,8 punti ↑

La nomina alla presidenza di Vaccines Europe amplia significativamente la dimensione internazionale del profilo di Luppi. L’incarico si aggiunge alla guida di MSD Italia e alla vicepresidenza di Assolombarda. LaPresse ha approfondito le priorità della nuova presidenza, dall’accesso alla prevenzione alla competitività dell’industria, fino alla sostenibilità dei sistemi sanitari. A maggio, Luppi aveva inoltre presentato sul Sole 24 Ore il progetto RAIL, nato con l’obiettivo di trasformare la Lombardia in un hub europeo della ricerca clinica. Il trimestre restituisce così un profilo in crescita, capace di collegare prevenzione, innovazione e ricerca in una prospettiva sempre più europea e di sistema.
Michele Nicchio (AIOP Lombardia): 67,4 punti ↑

Il presidente di Aiop Lombardia consolida il proprio ruolo nel dibattito sulla sostenibilità del sistema sanitario lombardo e sul rapporto tra componente pubblica e privata. Una parte significativa delle evidenze del trimestre si concentra in occasione dell’assemblea annuale di AIOP Lombardia, che ha prodotto una copertura articolata su testate nazionali e locali, generaliste e specializzate. Tra le varie, l’agenzia di stampa Ansa ha ripreso il confronto sul rilancio del modello pubblico-privato, nel quale Nicchio ha rivendicato il contributo delle strutture accreditate alla tenuta del sistema regionale e nazionale. Altre testate hanno invece dato spazio alla richiesta di risorse per il rinnovo dei contratti e ripreso le posizioni sul Cup unico, sulle liste d’attesa e sulla necessità di una maggiore integrazione tra le diverse componenti dell’offerta sanitaria. Il trimestre restituisce così un profilo in crescita, sostenuto dalla capacità di portare temi concreti del comparto sanitario lombardo all’interno di un racconto mediatico più ampio e diversificato, non lasciando il racconto confinato al territorio.
