Manager del trimestre maggio-luglio 2026/ Ambiente ed Energia

Claudio Descalzi (Eni): 90,3 pt ↑
Descalzi conferma la propria leadership attraverso una combinazione di continuità industriale, autorevolezza istituzionale e risultati economici. Il rinnovo per il quinto mandato rafforza l’immagine di un manager considerato difficilmente sostituibile. I risultati del secondo trimestre e del semestre, ripresi da gran parte dei quotidiani e delle riviste nazionali, mostrano una forte crescita dell’utile, dell’Ebit pro forma e della generazione di cassa. Le discussioni sulla durata dell’incarico e sulla remunerazione restano controspinte presenti, ma marginali rispetto alla solidità complessiva della traiettoria.

Flavio Cattaneo (Enel): 85 punti ↑

Cattaneo consolida una reputazione orientata all’esecuzione, alla disciplina finanziaria e alla stabilità dei risultati. La semestrale di Enel evidenzia la crescita dell’Ebitda ordinario, dell’utile netto e degli investimenti, con una particolare accelerazione nelle reti e nelle rinnovabili. La presentazione dei risultati da parte del gruppo sottolinea inoltre il contributo delle attività internazionali nel compensare la minore redditività di alcuni business italiani. Il trimestre rafforza la percezione di solidità e continuità.

Paolo Gallo (Italgas): 78,2 punti ↑

Gallo rafforza significativamente il proprio profilo grazie alla capacità di trasformare l’allargamento di Italgas in crescita, investimenti e sinergie operative. L’ANSA ha dato risalto all’aumento del 25% dell’Ebitda e del 27,3% dell’utile netto, collegando i risultati al contributo di 2i Rete Gas. I dati ufficiali mostrano inoltre che le sinergie hanno già raggiunto una quota rilevante dell’obiettivo previsto per il 2032. Il trimestre conferma non soltanto una performance favorevole, ma la capacità di eseguire in anticipo una strategia industriale complessa.

Gian Luca Artizzu (Sogin): 76,4 punti ↑ 

Artizzu si distingue in un comparto tecnico che torna progressivamente al centro del dibattito pubblico. Nell’intervista al Corriere della Sera, ha illustrato l’accelerazione impressa ai cantieri e il programma di oltre mezzo miliardo di appalti. L’accordo con la britannica Nuclear Decommissioning Authority rafforza la dimensione internazionale, mentre l’audizione al Senato sulla legge delega per il nucleare consolida il ruolo istituzionale della società. La reputazione cresce per la capacità di associare avanzamento operativo, trasparenza e utilità per il sistema.

Renato Mazzoncini (A2A — 69,1 punti) ↑

Mazzoncini prosegue una traiettoria positiva, legata agli investimenti nella transizione energetica, nell’economia circolare e nei servizi urbani. Nella presentazione dei risultati semestrali di A2A, il gruppo ha evidenziato la tenuta economica e l’avanzamento del programma di investimenti. L’intervista di Milano Finanza ha inoltre consentito al manager di collegare i risultati alla capacità di operare in un quadro energetico incerto. La reputazione beneficia della continuità e della concretezza del percorso, pur con una presenza personale meno intensa sulle testate nazionali rispetto ai primi profili del settore.

Agostino Scornajenchi (Snam): 63,2 punti ↑

Scornajenchi rafforza il proprio posizionamento attraverso risultati positivi e una strategia incentrata sulla sicurezza degli approvvigionamenti. Già nei risultati del primo trimestre, Snam aveva confermato la guidance e indicato l’obiettivo di riempire gli stoccaggi almeno al 90%. I dati del semestre diffusi dal gruppo consolidano la crescita dei ricavi e della redditività, mentre Italpress ha sottolineato il raggiungimento degli obiettivi sugli stoccaggi. Il profilo beneficia della funzione strategica di Snam, ma rimane meno autonomamente esposto rispetto ai manager che lo precedono.

Pasqualino Monti (Terna): 60,8 punti ↑

Il passaggio alla guida di Terna attribuisce a Monti un’immediata centralità nel sistema energetico nazionale, alla quale i risultati pubblicati negli ultimi giorni di luglio aggiungono una prima evidenza industriale concreta. Il Sole 24 Ore ha sottolineato la crescita di tutti i principali indicatori economico-finanziari, mentre l’ANSA ha dato risalto all’aumento dell’11,6% dei ricavi, del 7,9% dell’Ebitda e del 19,8% degli investimenti, saliti oltre 1,5 miliardi di euro. Nella presentazione agli analisti, ripresa anche dal Corriere della Sera, Monti ha confermato la guidance per il 2026 e il rispetto delle principali tappe del piano, richiamando in particolare i progressi del Tyrrhenian Link. Il nuovo amministratore delegato ha inoltre collegato l’accelerazione degli investimenti alla costruzione di una rete più moderna, resiliente e digitale, capace di integrare una quota crescente di energia rinnovabile e contribuire alla riduzione del costo delle bollette. Poiché Monti si è insediato soltanto nel corso del trimestre, i risultati non possono essergli attribuiti integralmente; la solidità della semestrale e la chiarezza del primo posizionamento pubblico rafforzano però l’investitura e sembrano anticipare una gestione già orientata all’esecuzione.

Giuseppina Di Foggia (Eni ): 45,6 punti ↓

La nomina alla presidenza di Eni rappresenta per Di Foggia un riconoscimento istituzionale di grande rilievo. L’ANSA ha dato notizia dell’investitura approvata dall’assemblea degli azionisti il 6 maggio, mentre il Corriere della Sera ha inserito il passaggio nel rinnovo complessivo della governance di Eni. Il trimestre appare tuttavia scarso di ulteriori uscite personali. Sulla percezione del profilo continua inoltre a pesare lo strascico della controversia relativa alla buonuscita da Terna. La questione sembrava conclusa prima dell’inizio del trimestre, ma continua quindi ad accompagnare il racconto del passaggio a Eni e a limitarne il valore reputazionale.

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