
Matteo Del Fante (Poste Italiane): 87,5 pt ↑
Del Fante guida il settore grazie alla capacità di associare continuità dei risultati e ampliamento del perimetro industriale. I dati certificano il quinto primo semestre consecutivo da record, con ricavi, risultato operativo e utile netto ai massimi. Parallelamente, l’operazione su Tim rafforza il ruolo di Poste come piattaforma nazionale integrata: il Financial Times ha seguito l’offerta e il nuovo assetto azionario, mentre i risultati di Tim mostrano il progressivo ingresso dell’operazione nella fase industriale. Il profilo beneficia di performance direttamente riconducibili a una strategia pluriennale e della capacità di allargare il perimetro del gruppo senza comprometterne la disciplina finanziaria.
Lorenzo Mariani (Leonardo): 84,7 punti

La nomina alla guida di Leonardo attribuisce a Mariani un’immediata centralità nel comparto della difesa e dell’aerospazio. Riviste specializzate e generaliste hanno raccontato il passaggio di governance, sottolineando la continuità assicurata dalla scelta di un manager con una lunga esperienza nel sistema industriale. I risultati semestrali di Leonardo, caratterizzati da una forte crescita degli ordini e dal rialzo della guidance, rafforzano il valore dell’investitura. Il punteggio, seppur alto, non può ricevere integralmente il merito di performance maturate in larga parte prima dell’avvio del suo mandato.

Pierroberto Folgiero (Fincantieri): 85,1 punti ↑
Folgiero consolida una reputazione industriale sostenuta da risultati e operazioni ormai chiaramente riconducibili alla sua gestione. Repubblica ha dato risalto all’utile quasi triplicato nel semestre, accompagnato dal miglioramento dei margini e da un portafoglio ordini di grande profondità. Alcuni media hanno letto gli stessi risultati alla luce della strategia underwater, mentre le nuove acquisizioni nel dominio subacqueo confermano l’allargamento verso attività tecnologiche a maggiore valore aggiunto. La reputazione cresce per la coerenza tra trasformazione industriale, operazioni societarie e progressivo miglioramento delle performance.
Da menzionare
Antonio Filosa (Stellantis): 75,3 punti ↑

Filosa rafforza il proprio profilo grazie ai primi segnali concreti di recupero di Stellantis. Diverse testate, tra cui l’agenzia di stampa ANSA, hanno riferito che nel secondo trimestre l’azienda ha ottenuto una crescita del 13% dei ricavi e il ritorno all’utile, sostenuti soprattutto dal Nord America. Il Corriere della Sera ha sottolineato i progressi indicati dallo stesso Filosa, segnalando tuttavia la cautela del mercato e la necessità di consolidare il miglioramento. La traiettoria è positiva perché il manager comincia a imprimere una direzione riconoscibile, ma il punteggio tiene conto delle persistenti difficoltà europee e degli stabilimenti italiani.
Giuseppe Cossiga (AIAD): 70,9 punti ↑

Cossiga consolida il proprio ruolo di rappresentante dell’industria italiana dell’aerospazio, della difesa e della sicurezza. Le evidenze raccolte nel trimestre sono numerose e distribuite su temi diversi, dalla competitività del comparto alla cooperazione industriale e al rafforzamento della capacità produttiva nazionale. È però nell’ultimo mese che si concentra una parte significativa dell’esposizione mediatica, in coincidenza con la partecipazione al Farnborough International Airshow e con il lancio del Media Space “AIAD Live from Farnborough”, voluto per valorizzare le imprese italiane attraverso interviste, podcast e contenuti editoriali rivolti anche agli interlocutori internazionali. A rafforzare ulteriormente il profilo contribuisce l’intervista a Milano Finanza, nella quale il presidente di AIAD ha affrontato il tema dell’aumento della spesa militare fino al 5% del Pil, spiegando come l’Italia possa raggiungere l’obiettivo attraverso un percorso coerente con la propria struttura industriale.
Renzo Tosini (MBDA Italia): 61,8 punti ↑

La nomina a Managing Director di MBDA Italia ed Executive Vice President Sales & Business Development del gruppo determina una crescita reputazionale immediata. La comunicazione ufficiale di MBDA ne evidenzia le responsabilità sullo sviluppo commerciale internazionale e sui rapporti con clienti e istituzioni. Le testate di settore hanno inserito la nomina nel più ampio rafforzamento della struttura del gruppo, sottolineando il peso dell’incarico nell’industria missilistica europea. Il prestigio del ruolo è elevato, ma la quantità delle evidenze personali rimane concentrata soprattutto intorno al passaggio di governance.
Cristiano Rufini (Olidata): 50,6 punti ↑

Rufini chiude il trimestre in crescita, rafforzando il proprio posizionamento sui temi della sovranità digitale, della cybersicurezza e della protezione delle infrastrutture strategiche. L’evidenza più significativa è l’aggiudicazione da parte di Olidata di una gara da 15,9 milioni di euro indetta dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per l’aggiornamento delle infrastrutture centrali e di sicurezza del circuito di emissione della Carta d’Identità Elettronica. A questa operazione si aggiunge la presenza di Rufini nel dibattito pubblico su intelligenza artificiale e sicurezza delle reti, sviluppata durante il Forum Machiavelli Difesa, Le evidenze, seppur concentrate, acquistano maggiore concretezza e valore industriale rispetto a precedenti periodi più critici: il trimestre sembra quindi preludere a una nuova fase di rilancio e di più ampia riconoscibilità per Rufini e per Olidata.
John Elkann (Exor, Stellantis e Ferrari: 53 punti ↓

Elkann conserva una centralità elevata, ma il trimestre lo pone soprattutto nella posizione di responsabile della governance dei due gruppi automobilistici. I risultati di Stellantis raccontati dal Corriere della Sera attenuano la pressione, ma il recupero viene attribuito mediaticamente soprattutto a Filosa. Anche il miglioramento delle previsioni di Ferrari e la risposta commerciale della Luce rafforzano più direttamente Vigna. Elkann sopporta quindi gran parte dei rischi legati alle difficoltà industriali e alle reazioni iniziali alla nuova Ferrari elettrica, senza beneficiare nella stessa misura delle evidenze favorevoli.
