Manager del trimestre novembre 2025/gennaio 2026 – Infrastrutture e trasporti

Stefano Donnarumma (FS): 78,5 pt

Donnarumma costruisce reputazione su due leve: internazionalizzazione (progetti esteri) e innovazione su sicurezza/affidabilità. Tra le evidenze positive, la stampa premia visione strategica e capacità di posizionare FS come player europeo, con bonus quando la narrazione parla di investimenti e modernizzazione. Tra tutte si segnala l’articolo di Ansa “Ferrovie dello Stato investono in infrastrutture in Italia per 18 miliardi. È la maggiore società appaltante del Paese e ha 100.000 dipendenti“. Di valore anche la sua nomina a Vicepresidente dell’Uic – Union Internationale des Chemins de fer, l’organizzazione globale che riunisce le ferrovie e i principali stakeholder del settore ferroviario di tutto il mondo. Tra le evidenze negative, pesano i ritardi e i disagi ferroviari: generano malus perché sono percepiti come esperienza diretta dei cittadini. In questa direzione vanno anche gli incontri con il Ministro dei trasporti. Il trimestre è quindi di bilanciamento: visione alta vs. quotidiano operativo. Saldo positivo perché la strategia regge e viene raccontata con chiarezza, ma il servizio resta il punto sensibile.

Pietro Salini (Webuild): 67,3 pt

Salini vive un trimestre polarizzato: il Ponte sullo Stretto e i grandi cantieri portano volumi e attenzione, con bonus quando la narrativa è tecnica e “da execution”. Tra le evidenze positive, la stampa lo racconta come figura capace di mettere a terra opere complesse e di rivendicare un ruolo industriale nazionale. A tal proposito si legga, tra gli altri, l’articolo di Affari Italiani: “Questa sua capacità di “aspirare” progetti, capitali e forza lavoro non è casuale, ma è l’impronta di un uomo che ha costruito potere con la stessa sistematicità con cui si scava una galleria: metro dopo metro, senza deviazioni, senza protagonismo“. Forte anche la dimensione internazionale con il contratto da 2,8 miliardi per l’estensione della metropolitana di Riad. Tra le evidenze negative, però, entrano le polemiche locali e territoriali, che attivano malus e cambiano il frame da “ingegneria” a “controversia”. In un editoriale Il Messaggero lo definisce, prima nel titolo e poi nel testo, “ometto”. Pesa forse la rivalità con il costruttore e editore del quotidiano romano Francesco Gaetano Caltagirone? Il punteggio resta alto perché il volume aiuta, ma la reputazione è più esposta alle oscillazioni del contesto.

Secondo il Board, che lo ha premiato, va ulteriormente valorizzata la “forte capacità di internazionalizzazione che rafforza la statura strategica e amplia il capitale reputazionale oltre il contesto nazionale”.

Arrigo Giana (Autostrade per l’Italia / ASPI): 69,4 pt

Nel trimestre novembre 2025–gennaio 2026, Arrigo Giana costruisce un punteggio alto ma “vincolato” dal contesto: da un lato prova a spostare l’immagine di ASPI su execution, modernizzazione e sicurezza, dall’altro resta esposto alla volatilità tipica di un brand che vive di esperienza quotidiana (cantieri, traffico, decisioni finanziarie). Tra le evidenze positive, pesa il frame industriale del piano da 30 miliardi, con 15 miliardi destinati alla rigenerazione/ammodernamento della rete, che consolida la narrativa di infrastruttura “di sistema” e di investimenti strutturali(“È in assoluto il più grande progetto di investimento infrastrutturale ad oggi presente in Italia e lo facciamo con risorse generate dalla gestione delle autostrade“). Tra le evidenze negative, il trimestre registra anche momenti di attrito reputazionale legati alla governance finanziaria e al dibattito sugli investimenti: la notizia del “fermo” su un piano legato ai fondi per gli investimenti riattiva letture critiche e crea un contrappeso mediatico che frena l’allungo, perché sposta il frame da cantieri/upgrade a tensione decisionale e assetto. Il saldo resta in area positiva perché la componente “piano e roadmap” è forte e ben ripresa, ma la reputazione rimane sensibile: basta che il racconto scivoli da milestone e investimenti a controversie e frizioni perché il punteggio si polarizzi.

Jörg Eberhart (ITA Airways): 62 pt

Nel trimestre novembre 2025–gennaio 2026, Eberhart si colloca in un equilibrio tipico dei profili “tecnici” che diventano centrali nel discorso pubblico: la reputazione cresce quando la narrazione resta ancorata a roadmap, milestone e cantieri (piano 2026 più ambizioso con assunzioni e spinta sul lungo raggio), e rallenta quando il frame scivola su assetti interni e attrito organizzativo (riassetti ai vertici letti dai media anche come segnale di frizione). Tra le evidenze positive pesano l’impostazione “da execution” sul 2026 (piano di crescita e assunzioni) e la ricerca di alleanze operative (partnership sulla continuità territoriale), che alimentano una percezione di gestione concreta e orientata ai risultati, come evidenzia l’intervista a La Repubblica. Tra le evidenze negative, il punteggio è frenato dalla copertura sulla riorganizzazione manageriale e sulle uscite/ricambi in ruoli chiave, che tende a spostare la conversazione da performance a governance; inoltre, l’integrazione con Lufthansa resta un tema “di contesto” che produce molta attenzione ma non sempre valore reputazionale immediato (perché spesso raccontato come fase in evoluzione). Nel complesso, il punteggio raggiunto fotografa un profilo in consolidamento: credibile quando parla di tempi e responsabilità, più volatile quando il dibattito si concentra su dinamiche interne.

Pierroberto Folgerio (Fincantieri): 72 p.t.

Profilo che cresce di statura perché intercetta il dibattito su competitività, difesa e filiere, senza perdere il passo dell’execution. Tra le evidenze positive pesano i risultati e soprattutto il framing “da backlog” (carico di lavoro nell’ordine dei 60 miliardi) che accredita continuità e visibilità di piano, insieme a una sequenza di notizie ad alto valore industriale: accordi tecnologici per infrastrutture marittime, piano industriale 2026–2030, commesse e contratti legati a difesa, cyber resilienza e innovazione (fino alle navi robotizzate). Le evidenze negative esistono ma restano più circoscritte: alcune letture critiche su programmi e governance operativa circolano su fonti meno pesanti e non riescono a spostare il baricentro del trimestre. Il saldo finale fotografa quindi un profilo in crescita reputazionale.

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